ottobre 23, 2016 Ivana 0Comment

Negli ultimi tempi è luogo comune criticare il famoso fast food, insieme a quelle catene di cibo spazzatura come Kentucky Fried Chicken, Burger King che offrono cibo molto simile.

Ma è giusto demonizzare la multinazionale del panino? Certo, il Mc Donald’s si può amare e si può odiare; io personalmente ritengo che, come sempre, la giusta via sia nel mezzo. Mangiarvi sporadicamente non costituisce un grave peccato.

Cerchiamo però di spiegare le motivazioni che dovrebbero indurci a rifiutare il tanto discusso panino. 

SCARSA QUALITA’ NUTRIZIONALE

Mettendo da parte le calorie, il cibo del fast food contiene una quantità enorme di grassi (il Big Mac 29 grammi di grassi, di cui 10 saturi quindi circa la metà del fabbisogno giornaliero) sali, e zuccheri e una quantità troppo bassa in fibre, vitamine e minerali. Gli alti livelli di zuccheri e sodio spiegherebbero anche perché, dopo l’ultimo morso, avvertiamo spesso una sensazione di fame. 1955_originale_desktop

C’era una volta nell’applicazione per smartphone di McDonald’s il messaggio “un Big Mac ha quasi la metà delle calorie di una pizza margherita”. Chiariamo questi dati: sul sito ufficiale di McDonald’s leggiamo che un Big Mac o un Crispy McBacon hanno fra le 500 e le 700 kcal. L’INRAN riporta che la pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 kcal per 100 grammi; considerando una pizza di almeno 200 grammi sarebbero poco più di 500 kcal.

Nei calcoli di McDonald’s c’è qualcosa che non quadra (consideriamo il panino e lasciamo stare le insalate come Cesar Salad e simili). Se ci dobbiamo fare male lo facciamo per davvero!

INQUINAMENTO AMBIENTE

Molte volte si parla del McDonald’s come una delle multinazionali più aggressive e inquinanti del pianeta. Per rifornirla di carne vengono uccisi milioni di animali fatti crescere in allevamenti intensivi senza giusti spazi a disposizione che ne assicurano il benessere. Inoltre la soia, per l’alimentazione bovina, è coltivata in luoghi lontani per produrre mangimi destinati all’Europa. Un recente articolo della rivista Nature avverte che il 40 per cento dell’Amazzonia sarà distrutto entro il 2050 se l’espansione della monocoltura della soia continuerà agli attuali ritmi, con conseguenze catastrofiche per la biodiversità e per il clima del pianeta.

Il rapporto di McDonald’s, di contro, parla delle ambiziose politiche ambientali a proposito di inquinamento idrico e atmosferico, risparmio energetico ed emissioni di gas serra, salute dei terreni e biodiversità ma il linguaggio è vago e non presenta reali esempi di applicazione.

download-1CIBO “VELOCE”

Il jingle recita “da McDonald’s abbiamo tempo per te”. In realtà il servizio è fatto in modo che tu sia fuori il più presto possibile. Primo perché il panino è preparato e servito il più velocemente possibile; secondo perché il fast food nasce (già nel nome) per essere mangiato altrettanto velocemente.

E allora dove va a finire la natura conviviale del cibo? Mangiare è un gesto individuale, ma è svolto insieme ad altre persone. Sedersi a tavola con gli altri, o più in generale, consumare il cibo assieme, rappresenta un atto sociale di forte impatto e legame, perché esprime un rito di scambio e di esperienza umana. Siamo disposti nella fretta a perdere tutto questo?

IL PANINO IMMORTALE

Nel 1999 David Whipple comprò un hamburger da McDonald’s: l’intento era dimostrare ai suoi amici che il cibo acquistato non era un vero cibo. Decise di tenere il panino in osservazione, studiandone i cambiamenti. Dopo due settimane i sottaceti e la cipolla cominciarono a ridursi, ma il resto del sandwich rimaneva sempre uguale. Quando l’uomo dimenticò la confezione nella tasca del cappotto per due anni, il panino sembrava intatto: i conservanti e gli enzimi avevano preservato il panino che non emanava cattivo odore né presentava segni di muffa. Perfino a 14 anni dall’acquisto, come dichiarato nel talkshow televisivo “The Doctors”, l’hamburger conservava lo stesso aspetto senza alcun segno di deterioramento. Come mai quel panino riusciva a conservarsi intatto dopo 14 anni?

Lo stesso per le patatine fritte. Quelle del Mc Donald’s dopo più giorni rimangono intatte mentre quelle normali, fritte nell’olio, diventano nere. È come se la muffa si fermasse di fronte alle speciali patatine e invece di attaccarsi sopra, se ne sta alla larga, in cerca di prodotti migliori. Un cibo genuino dovrebbe ammuffire e decomporsi se conservato troppo a lungo e in condizioni non ottimali. E allora quali saranno gli ingredienti magici del nostro hamburger? Il panino cotto e mozzarella della mamma non può durare per 14 anni!

SCARSA VARIETA DEL MENU

Panini, contorni, insalate, bibite (più gassate che mai) e poi? Dove sono la frutta fresca e l’infinita varietà di ortaggi della dieta mediterranea? La pasta, i cereali, i legumi e la frutta secca? Proviamo per un mese a mangiare (un giorno si e un giorno no) panini e patatine e a rinunciare del tutto alla pizza. In realtà esiste una quantità enorme di alternative gustose, più economiche e nutrienti.

SENSO DI PESANTEZZA

Vi è mai capitato di passare una notte in bianco dopo aver mangiato un panino? A me personalmente si; è successo con il McVeggie. Volevo assolutamente provare il nuovo panino vegetariano con polpetta impanata di piselli, carote, fagiolini, cipolle, patate e riso; poi lattuga e maionese (senza uova) tutto all’interno del pane al sesamo. Gli ingredienti si ispirano ad una ricetta indiana ma solo nelle intenzioni. Il gusto delle spezie è assolutamente assente e la polpetta sa unicamente di frittura oltre che di classica salsina da multinazionale. Il ricordo però rimane: aver trascorso tutta la notte con nausea e dolori alla pancia. Chissà cosa mi aveva fatto male di quella polpetta..

PERCHE’ SIAMO ITALIANI

Perché con la cucina di casa non si sbaglia mai, perché il cibo fatto in Italia non ha rivali al mondo.

Che ne pensate di un sano panino alla piastra fatto in casa con carne fresca, lattuga, pomodori, fettina di formaggio e per i più accaniti un po’ di maionese? A me sembra decisamente più appagante.


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