ottobre 23, 2016 Ivana 0Comment

Mangiare è da sempre un’azione condivisa tra persone: dall’antico Egitto fino ai giorni nostri, il consumo di cibo è sempre stato un momento d’incontro, di scambio e di dialogo.

La natura conviviale di queste azioni è probabilmente il fattore principale che rende l’incontro fra cibo e social media una situazione ideale, riflettendosi nelle scelte dei brand del food and beverage che usano sempre maggiormente i canali social al fine di incrementare il dialogo con gli utenti. Il cibo, per avere successo, non deve solamente essere bello da vedere e buono da mangiare, ma ha bisogno di un adeguato messaggio pubblicitario, che risulta vincente nel momento in cui riesce a uscire dalla dimensione tecnica del “mangiare e del bere”, per coinvolgere l’emotività, gli affetti e i sentimenti dei consumatori, inserendosi in un contesto di scelte del tutto personali. Di conseguenza le aziende devono rivalutare e modificare il loro modo di stare sul mercato e cambiare i loro codici di comunicazione. Non dovranno più fornire solo informazioni di tipo tecnico relative al prodotto, ma dovranno utilizzare il cibo come strumento di storytelling per creare storie multimediali dal forte impatto emotivo che basano il loro potenziale espressivo sulla commistione di fotografie, filmati, musica e voce.

La forza della rete

Tutto questo è reso possibile grazie allo strumento comunicativo più efficace e potente: la rete. Oggi l’impresa può trovare, grazie a Internet, opportunità inimmaginabili sino a pochi anni fa. Ecco quindi che si inizia a parlare di social food, di cibo sociale sia per il valore che esso assume all’interno della società sia per l’effetto virale che sta gradualmente assumendo nel web. Oltre alla natura conviviale del cibo, è importante evidenziare l’aspetto dell’influenza peer to peer: in un ambito in cui l’elemento soggettivo è fondamentale, anche il parere degli influencer è cruciale. Nuovi modelli di consumo (acquisto, consegna, condivisione) stanno modificando, nella relazione fra mondo digitale e cibo, il nostro rapporto con il cibo. In più emerge la centralità del prodotto in primo piano rispetto ai valori del brand e della marca. Da ultimo, il fattore tempo nella conversazione e nel rapporto fra prodotto e persona è estremamente ridotto dato che un messaggio in pochissimi secondi tramite Internet, può raggiungere un numero altissimo di utenti a costo zero.
Al di là di cosa mangiamo e cuciniamo, siamo tutti giudici con Master Chef, cuochi con Giallo Zafferano e cake designer con Renato. Nelle cucine di oggi, i tablet hanno sostituito i libri di ricette, YouTube ha preso il posto dell’amica che ci spiega come preparare una ricetta; blog di cucina ci raccontano cibi particolari e i social network saziano i nostri appetiti virtuali con immagini e commenti. internet-marketing-restaurants-social-media_1

 Gli strumenti del social food

Sono molteplici gli strumenti presenti nel web che parlano di cibo: siti internet, blog, social network, app e community. Pensiamo ai semplici post su Facebook che fotografano le specialità culinarie che siamo in procinto di assaggiare, alle ricerche di nuove ricette sui blog di cucina, ai tutorial su YouTube per la preparazione di nuovi piatti. Si passa per check-in e recensioni di ristoranti, bar e pizzerie sui vari Foursquare, TripAdvisor; tutte attività che ormai fanno pare della nostra routine culinaria e che ci risultano naturali. Con una gamma molto diversificata di opportunità: per chi non sa resistere alla tentazione di fotografare il piatto che ha ordinato al ristorante c’è Foodspotting. Ogni piatto può essere fotografato, geolocalizzato su mappa e votato. D’altra parte la mania di fotografare tutto e, in particolar modo, tutto ciò che si mangia, è la moda del momento (si pensi a Instagram); la fame non conta né tanto meno il fatto che il piatto possa raffreddarsi perché l’imperativo è condividere e generare commenti. Oppure c’è Fuudly, un progetto made in Italy che nasce da un’idea di un gruppo di ragazzi con lo slogan “Stay Hungry, Stay Fuudly”. Questo social food experience è uno spazio dedicato, unico e caratteristico per attirare amatori e professionisti, blogger e aziende, chef, produttori e ristoranti. Non dimentichiamo le app pensate per verificare i valori nutrizionali dei piatti, come Eat Nat Vyp e Edo: attraverso queste ultime si può sapere in tempo reale il valore in termini di macronutrienti e micronutrienti e scegliere qual è la scelta migliore in funzione del proprio fabbisogno giornaliero.
Infine, ma ce ne sarebbero ancora moltissime, esistono delle app per creare la lista della spesa e poterla condividere tra i diversi membri della famiglia; app per tenere sotto controllo la data di scadenza dei prodotti presenti in frigorifero suggerendo quali consumare prima; app con lo scopo di ridurre lo spreco di tutti gli alimenti che spesso non riescono nemmeno a giungere nelle nostre abitazioni perché vanno a male sui banchi del supermercato.

Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i palati.


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