ottobre 23, 2016 Ivana 0Comment

“Sposa qualcuno che sappia cucinare. L’amore passa, la fame no”.

E così se storicamente in cucina lo spazio è quasi sempre a tinte celesti, finalmente la lotta tra sessi può trovare pace.

Merito delle stellate donne italiane, protagoniste di storie di grande successo.

Le nostre donne di successo

Valeria Piccinivaleria

Nata a Montemerano, nella campagna maremmana e figlia di contadini, si sposa con Maurizio dando alla luce il figlio Andrea. Apre il primo ristorante, poco prima del matrimonio, insieme alla suocera: si chiama “Caino” e diventerà il suo tempio culinario. Alla fine degli anni ’80 arriva il grande salto: “Caino” si trasforma in un ristorante gourmand e guadagna prima una e poi due stelle Michelin. Partita dalla tradizione, Valeria la supera senza mai dimenticarla. È definita una cuoca neorurale ma al tempo stesso professionale e raffinata. “Il risultato deve essere, anzi trasmettere – dice la chef – vera gioia, e il gusto deve appagare il palato, gli occhi e il cuore”. L’ospite è sedotto dalla pienezza del gusto, della pasta e del pane fatto in casa, dalla raffinata dolcezza dei dessert; tutto accompagnato da una scelta di vini prestigiosa. È stata recentemente nominata cuoca dell’anno dalla Guida 2016 de L’Espresso.

Marianna Vitalemarianna-vitale

Classe 1980,proprietaria insieme al marito sommelier Pino Esposito del ristorante “Sud“, a Quarto Flegreo (Napoli). Figlia di un cuoco professionista e laureata in Letteratura spagnola inizia il suo percorso professionale illustrando ai turisti stranieri gli antichi vicoli di Napoli, i Decumani e San Gregorio Armeno; poi viene chiamata ai fornelli di Palazzo Petrucci e da lì la svolta. Conosce il marito e insieme aprono il ristorante “Sud” dove la cucina semplice e di territorio si mischia con un tocco personale di colore e innovazione così da definirla – come dichiara Zanatta – “una cucina colorata, di una ragazza che armeggia quinti quarti e ingredienti poveri con regalità popolana”. “Sapevo che la strada sarebbe stata dura ma non sapevo per quanto”. Beh sembrerebbe per poco: a novembre 2011 arriva la stella Michelin. E così Marianna, nel 2015, è la migliore cuoca d’Italia per le guide ai ristoranti de L’Espresso e di Identità Golose.

Cristina Bowermancristinabowerman_square_02

Segni particolari ciuffetto fucsia. Pugliese di origine, nel 1992 vola negli Stati Uniti dove inizia la sua carriera preparando dolci e cappuccini in un coffee house di San Francisco. Qualche anno dopo ottiene la seconda laurea in Arti Culinarie e così si trasferisce presso il “Driskill Grill”, locale cinque stelle per esclusivi gourmet. Ben presto però il ritorno in patria. Tra le vie di Trastevere incontra Fabio Spada, suo attuale compagno e proprietario del ristorante “Glass Hostaria“, dove Cristina arriverà nel 2010 al giusto riconoscimento targato una stella Michelin. Sempre insieme al compagno, dirige a Prati la cucina del neo-bistrot “Romeo Chef&Baker“. La sua cucina è netta ma morbida, provocatoria ma con testa e alterna nello stesso menu sashimi di tonno rosso e kimchi di papaya, raviolini di parmigiano e cuore di vitella con caffè, patate affumicate, habanero e tartufo nero. Una cucina italomondiale che partendo dal territorio non dimentica le origini: l’ingrediente di partenza la cima di rapa, verdura dal sapore e dall’odore inconfondibile.

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