ottobre 23, 2016 Ivana 0Comment

Gnammo, network del gusto, offre a tutti la possibilità di organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria o in una qualsiasi location.

Di questa prima piattaforma tutta italiana dedicata al #SocialEating, abbiamo parlato con Walter Dabbicco, Co-fondatore e Responsabile Marketing di Gnammo.
Walter, quando e come è nata l’idea di Gnammo? Gnammo nasce dall’unione di Cookhunter e Cookous: due progetti italiani nati a Torino e a Bari, con l’obiettivo comune di trasformare il momento del pasto in una vera esperienza 2.0 e in un’opportunità di incontro per gli appassionati del buon cibo. Nel 2011 i due team iniziano a collaborare e partecipano alla finale di Working Capital che sancisce di fatto la loro unione: in pochi mesi, Cookous e Cookhunter raccolgono adesioni alla Community attraverso le pagine Facebook e le landing page; poco dopo annunciano il lancio di Gnammo, la pagina di iscrizione del sito e il blog.
Cosa dovrebbe invogliare chi non c’è mai stato a partecipare a un evento di Social Eating? Uno dei temi che gli gnammers segnalano come più importante nella scelta di prendere parte ad un evento food in casa di una persona che non si conosce, è la possibilità di vivere un’esperienza assolutamente fuori dal comune. Sicuramente un mix di appetito e voglia di scoperta!
Parliamo di numeri. Al momento ci sono 175k Gnammers, 3913 Cuochi che organizzano 9190 eventi in 1623 città. Credi ci siano prospettive di crescita? La crescita dei numeri registrata negli ultimi mesi è indicativa di come si stia viralizzando il concetto di Social Eating in tutte le sue salse (domestico nelle case più belle d’Italia, in location particolari come musei, nella scelta di una città o di dimore caratteristiche). È anche importante notare come la qualità degli eventi stia aumentando, segno che l’attenzione dei cuochi di casa agli gnammers che saranno loro ospiti per le 2-3 ore dell’evento è in crescita.
Perché secondo te in Puglia non è ancora diffuso il Social Eating, tanto che al momento sono presenti solo 3 eventi Home Food nella nostra regione? Purtroppo il Sud è decisamente indietro rispetto al resto d’Italia. Senza considerare periodi particolari (i giorni natalizi ,ad esempio, non sono storicamente giorni da Social Eating o da Home Food), la maggior parte degli eventi si realizza nelle grandi città del Centro Nord, probabilmente per la maggiore possibilità degli gnammers del Nord di vivere momenti food particolari.
Come vedi gli sviluppi futuri fuori dei confini italiani? Nel corso del 2016 verranno lanciati i primi test su tre nazioni estere, in modo tale da allargare il numero di tavole e forchette in giro per l’Europa!
Oltre Gnammo sono presenti in rete altri siti come KitchenParty (più diffusa all’estero), Eat Around (app sull’Home Restaurant) etc.. Che vantaggi offre Gnammo rispetto agli altri competitor? Gnammo oltre alla dimensione di utenti coinvolti- da solo in Italia genera lo stesso traffico che tutti i competitor riescono a generare a livello globale- offre la dinamica local to local (abitanti di una città che mangiano nelle loro città e non turisti), tema che molti competitor ancora non hanno scelto di seguire.

Brillat-Savarin diceva: «invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto».

Gnammo e il #SocialEating rispondono proprio a questo, ambendo a nuovi e sorprendenti traguardi futuri. Walter e gli altri ragazzi con il loro coinvolgente entusiasmo, l’amore per la condivisione e gli eccellenti piatti preparati dai migliori cuochi, hanno colpito nel segno.

E se fossi tu il prossimo gnammer?

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