ottobre 23, 2016 Ivana 0Comment

Con il passare dell’età l’organismo subisce una serie di lente trasformazioni che comportano modifiche dello stile di vita, determinate soprattutto dalla ridotta attività fisica e dalla maggiore sedentarietà.

Per adattarsi meglio alla serie di cambiamenti fisici e mentali che investe una persona oltre i 60-70 anni, l’arma vincente parte da una giusta alimentazione. Un regime alimentare sano ed equilibrato deve sapersi adeguare alle nuove moltissime esigenze che gradualmente investono il nostro corpo.

Come parlare all’anziano

Prima di capire cosa mangiare, è importante riflettere su come comunicare alla persona anziana, le linee guida per una dieta in linea con questi nuovi cambiamenti. È sempre opportuno considerare l’approccio psicologico con l’anziano, che, molto spesso, si trova in uno stato di isolamento e solitudine. È essenziale, oltre ad apportare i giusti nutrienti nel menu, variare il più possibile le pietanze giornalmente, secondo i propri gusti e le proprie abitudini. Il momento a tavola, poi, può risvegliare il ricordo di una bella tavolata in famiglia domenicale o il piacere di una tazza di tè con i biscotti dei trascorsi pomeriggi a casa della nonna. In questo senso il pasto diventa un’occasione gioiosa e divertente per assaporare i piaceri genuini del buon cibo. In un momento in cui le ristrettezze economiche o le condizioni fisiche (come una cattiva dentatura o una protesi difettosa) potrebbero far rinunciare ad alimenti necessari, il gusto e il sapore di alimenti appetitosi e genuini contribuiscono a trasmettere gioia e allegria.

L’approccio nutrizionale

Secondo diversi studi, oltre i 40 anni, l’occorrente di calorie e proteine diminuisce gradualmente di circa il 5% ogni 10 anni sino ai 60 anni d’età; dai 60 ai 70 anni il calo è del 10% e un’altra riduzione del 10% avviene dopo i 70 anni. Da un punto di vista strettamente nutrizionale, quindi, il fabbisogno proteico ed energetico deve essere gradualmente ridotto e mantenuto proporzionale al rallentamento del metabolismo basale. In media l’apporto calorico, oltre i 70 anni, deve coprire le 1800 calorie e l’energia deve essere fornita dai carboidrati per circa la metà, dalle proteine per il 15-20% e dai lipidi per la restante parte.




Ottima fonte proteica il pesce importante per il contenuto in acidi grassi polinsaturi, la carne preferibilmente di manzo e di pollo, i legumi in associazione con i cereali e il latte. Essenziale l’apporto di acqua, vitamine e sali minerali. Con l’avanzare dell’età, infatti, lo stimolo della sete spesso diminuisce e l’anziano, temendo l’incontinenza urinaria o l’accumulo eccessivo di liquidi, evita di bere frequentemente. È invece necessario bere ogni giorno almeno 8-10 bicchieri di acqua per ridurre la stipsi, idratare la pelle e preservare la funzionalità renale. Fondamentale, nella dieta dell’anziano, la presenza di calcio che contribuisce a mantenere la densità delle ossa, prevenendo l’osteoporosi e ferro, meno assorbito a livello intestinale in età avanzata, oltre al consumo giornaliero di frutta e verdura per l’elevato contenuto in fibre. Particolare attenzione al giusto apporto di vitamina C e di vitamina D. Nonostante i fabbisogni siano in linea con quelli della popolazione adulta, possono presentarsi carenze specifiche in assenza di alimenti freschi (vitamina C) e a seguito di una scarsa esposizione ai raggi solari (vitamina D).

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