ottobre 1, 2017 Ivana 0Comment

Quando si diventa mamme per la prima volta capita di pensare che, invece del corso pre parto, potesse servire un bel libretto d’istruzioni per capire ciò che si deve e non si deve fare. C’è chi cerca di tenere a bada l’istinto, raccogliendo informazioni da guide e libri in tema o chi puntualmente si ritrova in compagnia di qualcuno che, nel bene o nel male, sarà disposto a dispensare consigli di tutti i tipi. Dal latte da dare al bambino, a come farlo smettere di piangere, alla durata dell’allattamento.

Eppure, considerando un approccio puramente nutrizionale, per assicurare che il neonato riceva il giusto apporto di nutrienti, basterebbe seguire poche regole.

Le istruzioni step by step

Nel primo mese di vita, il fabbisogno energetico del bebè deve superare tre volte quello dell’adulto. L’elevato livello calorico serve a contrastare l’impressionante velocità di accrescimento corporeo ma anche garantire il giusto mantenimento del metabolismo basale e la scarsa efficienza di assorbimento a livello intestinale.

Fra il quarto e il sesto mese inizia il divezzamento: se da una parte il fabbisogno calorico diminuisce, dall’altra aumenta il peso corporeo quindi occorre comunque soddisfare degli elevati livelli energetici. In questo periodo iniziale, dunque, l’apporto proteico e lipidico deve essere molto elevato per sintetizzare le nuove strutture corporee; più bassa, invece, la quantità di carboidrati considerando i limitati movimenti del neonato. Per quanto riguarda i micronutrienti, è fondamentale la presenza di vitamine e minerali, soprattutto di ferro le cui scorte possono diminuire durante la vita fetale.

I vantaggi del latte materno

Il compito di fornire il giusto apporto di nutrienti nei primi mesi di vita del bambino spetta al latte materno che diventa, per il neonato, quanto di meglio possa esistere dal punto di vista nutritivo, di protezione dalle malattie, di bilancio calorico e di conforto psicologico. Il latte di donna è composto da proteine del siero (lattoalbumina e lattoglobulina), grassi (in prevalenza insaturi come acido linoleico, oleico e fosfolipidi), carboidrati (lattosio), minerali (calcio, ferro, fosforo) e vitamine. Contiene anche agenti antibatterici e di prevenzione delle infezioni, oltre che ormoni di vario tipo. Fornisce circa 70 calorie per 100 ml di prodotto. La sua composizione, variegata in termini di nutrienti e costante nel tempo, a maturazione completata, porta una serie di infiniti vantaggi per il bambino. Per questo motivo si consiglia una metodica di questo tipo per un tempo più lungo possibile .

Nel periodo successivo dello svezzamento (o divezzamento) il latte materno ha ancora un ruolo centrale nell’alimentazione del bambino ma alcune poppate, durante il giorno, possono essere sostituite con sostanze nutritive da altre fonti (ad esempio carboidrati dai farinacei, proteine e ferro dalla carne, sali minerali dalle verdure). L’introduzione di alimenti solidi complementari deve essere un processo graduale che, seguendo il ritmo naturale mamma-bambino, può fargli scoprire nuovi sapori, nuovi consistenze e nuovi colori. Mai dimenticare di promuovere l’utilizzo di tutti i sensi per far conoscere al bambino i nuovi cibi.

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