gennaio 25, 2018 Ivana 0Comment

Il sesto mese di vita? Un momento cruciale nella vita di ogni bambino (e di ogni mamma).

Si chiama svezzamento o più correttamente alimentazione complementare e riguarda l’integrazione, al latte iniziale, di cibi solidi e semisolidi (biscotti, frutta, pappe, minestrine). In questa fase il bambino si apre a un mondo di nuovi sapori, consistenze e varietà di cibi diverse e tutte da scoprire. E così spesso questi mesi possono essere costellati di ansie e preoccupazioni per i neo genitori.

Il mio consiglio è di affrontarli con la massima serenità, con qualche suggerimento utile per non farsi trovare impreparate.

  1. Iniziare lo svezzamento verso i sei mesi di età: troppo presto o troppo tardi, il giusto è nel mezzo. Lo svezzamento andrebbe cominciato non prima del quarto mese e non dopo il sesto. Uno svezzamento tardivo potrebbe mettere il piccolo in condizioni di non accettare volentieri il cibo nei mesi successivi o manifestare allergie e intolleranze a lungo termine. Allo stesso modo, se il bambino mangia cibo solido prima del giusto tempo, oltre al sistema digerente non completamente sviluppato, diminuirà l’appetito per il latte e gli elementi nutritivi che ingeriranno saranno sempre inferiori al dovuto.
  2. Iniziando con le verdure non si sbaglia mai: la base della prima pappa è il brodo vegetale. L’acqua è un eccellente “veicolo” per trasportare le sostanze nutritive attraverso lo stomaco e l’intestino. Costituisce una buona fonte di sali minerali e vitamine che le verdure disperdono nel brodo durante la cottura. All’inizio si possono aggiungere carote e patate. In seguito passare ad altre verdure come sedano, zucchine, carciofi, lattuga, fagiolini, nella sequenza che la stagione indicherà. Le verdure, in omogeneizzati o tantissime altre preparazioni, abbinate in vari accostamenti e sapori, favoriscono lo sviluppo nel lattante della capacità di apprezzare i gusti più diversi.
  3. Non aggiungere sale e zuccheri ai cibi: eccedere con il sale è un’abitudine sbagliata, che espone al rischio ipertensione e condiziona il palato del bambino, abituandolo a sapori sempre più sapidi. Da usare con moderazione il parmigiano, alimento ricco di proteine e salato, che potrebbe perfino causare sovra affaticamento renale. Evitare anche l’uso dello zucchero che falsando il gusto, potrebbe stimolare abitudini alimentari sbagliate.
  4. Introdurre gli alimenti uno alla volta: non serve focalizzarsi per forza su certi alimenti ed evitarne altri; è importante che nella dieta del bambino vengano introdotti verdura, frutta, alimenti ricchi di ferro, impostando una dieta varia e nutrizionalmente adeguata. È fondamentale rispettare la gradualità di introduzione, ossia un alimento alla volta, accompagnata dalla flessibilità. È possibile proporre, insieme al latte, un pasto a base di brodo vegetale con crema di riso, carne omogenizzata e olio extravergine d’oliva.
  5. Fare attenzione ai segnali: alcuni segnali ci aiutano a capire quando un bambino è pronto allo svezzamento. Se riesce a stare seduto quasi senza supporto, se mordicchia i giocattoli e finge di masticare, se sa allungarsi per afferrare le cose e portarsele alla bocca rapidamente, allora è probabile che sia pronto per esplorare alimenti diversi dal latte. Attenzione però ai falsi segnali: il leggero rallentamento dell’aumento di peso intorno ai quattro mesi o l’interesse mostrato guardando i genitori mangiare, non devono condizionare. È solo curiosità, il meglio deve ancora venire.
  6. Familiarizzare con il cibo: se il bambino vuole toccare la pappa con le sue mani deve poterlo fare, così inizierà a familiarizzare con il cibo e sarà più propenso ad assaggiarlo. Sia che si tratti di pastina con il pomodoro o di formaggi morbidi o di frutta i bambini devono poter pasticciare con le mani e anche sporcarsi la faccia e la testa.
  7. Ogni volta sarà il rito della pappa: per far sentire il bambino sicuro e fargli vivere ogni giorno lo stesso ambiente, gli stessi strumenti caratteristici, lo stesso seggiolone, sarà importante curare da subito l’angolo pranzo/cena apparecchiando con stoviglie colorate e appositamente create per le prime pappe, così che il bambino possa utilizzarle senza pericolo di farsi male.

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